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La mia personalissima interpretazione di “FITNESS”

Come questo blog, anche il fitness è stato terapeutico per alcuni sfere della mia vita.
Ci ho messo molto tempo a capire cosa cercassi tramite lo sport, l’attività fisica, il movimento, ma ora il loro senso, forma e significato sono più chiari, più definiti nella mia vita.

Ho iniziato quando ero al primo anno di università, da zero a cento come mio solito (vedi articolo Deciso: apro un blog!): non ho mai praticato alcun tipo di attività per vari motivi, ma quando ho provato una lezione di aerobica, è stato subito amore e tempo 4 mesi, ho preso i brevetti necessari e ho cominciato ad insegnare corsi fitness in palestra!

Dopo vari passaggi e cambiamenti sono diventata anche personal trainer ma mi sono resa conto che quella strada non faceva per me. Non volevo né inculcare agli altri la mia idea di fitness, né adeguarmi alle richieste di mercato. Sicuramente mi piaceva imparare e crescere con professionisti seri e veri, ma ho non ho potuto continuare perchè c’era bisogno di me altrove, quindi ho preferito che rimanesse solo una mia passione. Un mio sfogo. Un hobby.

E così poi la passione, la voglia, i benefici, le scoperte, la consapevolezza, sono aumentate sempre di più fino ad arrivare alla mia interpretazione attuale, che sicuramente evolverà, cambierà, si svilupperà ancora e ancora…

Io vedo e uso il fitness come sfogo, come sicurezza, come zona di confort, come consolazione, come carburante. A me piace e non faccio fatica a fare qualcosa in tal senso ogni giorno. Non mi vedo “brava” perché vado in palestra o corro ogni giorno, mi sento anzi fortunata e privilegiata per poterlo fare. Di averne la possibilità o la voglia più di altre mamme. Per me è un sacrificio non andare. Quando aspettavo Giovanni ho smesso il giorno prima di partorire e ho ripreso dopo 30 giorni.

Io non esco quasi mai la sera, non vado a ballare, non ho vizi (circa).

Ho il fitness.

Se sono arrabbiata, con il fitness la smaltisco, se mi sento brutta, o gonfia, come capita a tutte noi donne almeno 5gg al mese, con il fitness sto meglio, se sono in ansia, se ho pensieri brutti, con Il fitness passano…in più giorno dopo giorno, io mi piaccio esteticamente e non è una cosa così facile o scontata. Non è da molto che piaccio a me stessa, che sto bene così come sono. Senza pensare a come “dovrei” essere.
Esemplifico: dopo uno dei miei articoli mi mi ha scritto un’amica che aveva deciso di rimettersi in forma e voleva qualche dritta. L’ ho sentita un po’ titubante e, conoscendola, so che lei non è esattamente il tipo da stare attenta a ciò che mangia, da andare in palestra, da seguire regole molto molto differenti dal suo stile di vita. A lei 2 o 3 kg in più o in meno, non cambiano la vita. Le cambia di più non mangiarsi ciò che le va o dover accantonare ciò che sta facendo “proprio per andare in palestra, luogo di tortura”.
Allora le ho detto: “Se ti piaci come sei e stai bene con te stessa ad oggi, c’è bisogno solo di una passeggiata al giorno! Non stiamo bene tutti con le stesse cose e nello stesso modo…”

Ecco questo è ciò che penso. Io mi piaccio in forma e faccio quanto posso per starci. Lei si piace così e basta che faccia un po’ di moto per il suo benessere psico fisico.
Mi sono spiegata? Ha espresso lo stesso concetto S. Zambelli nell’articolo di qualche giorno fa. Dobbiamo seguire schemi alimentari e di movimento che ci assomigliano, ci rispecchiano, ci fanno stare meglio. Devono essere un mezzo per stare meglio e per voleci più bene, una coccola… Non uno strumento di tortura!!!

Quindi qual è la vostra personalissima interpretazione di fitness???

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